I Problemi dell’adolescenza

Giovani ragazzi, ricchi di speranza, abilità e futuro

Da disagio adolescenziale a opportunità di crescita - Problemi Adolescenziali

Quando il disagio adolescenziale si trasforma in opportunità di crescita

Fotografia della dott.ssa Cristina de Gioia, Psiocologo esperto in problemi dell’adolescenza e genitorialità

Cristina de Gioia, Psicologo in Padova

Pensando al momento più critico della propria vita, l’adolescenza è la risposta più frequente e comune. I problemi dell’adolescenza sono il frutto di una fase transitoria, caratterizzata da cambiamenti importanti, sia a livello fisico, sia a livello comportamentale e relazionale. Passione e impegno mi accompagnano da oltre vent’anni nel mondo della psicologia e in quello che è il mio obiettivo: aiutare chi ha bisogno di superare gli ostacoli adolescenziali.

Se sei preoccupata perché tua figlia o tuo figlio improvvisamente ha cambiato il suo comportamento, presta attenzione ad alcuni segnali d’allarme. Apatia, disturbi alimentari, bugie, amicizie sbagliate, scarsi rendimenti scolastici, ansia e mancata autostima sono spesso la causa di un “normale” disagio adolescenziale. Niente di irrecuperabile, se compreso per tempo e guidato verso la corretta interpretazione del problema. Il disagio iniziale non è sinonimo di patologia, ma rappresenta un’opportunità concreta di sviluppo.

6 utili consigli per affrontare i problemi dell’adolescenza

immagine di una mano che sceglie la giusta soluzione Il passaggio dall’essere bambino al diventare adulto spesso è causa di disagio, senso di impotenza, delusione e nervosismo per tutta la famiglia. Discussioni, litigi o silenzi assordanti sono spesso situazioni difficili da gestire. Sapere come affrontare questi momenti, come riconoscere alcuni campanelli d’allarme e come essere di vero aiuto per il proprio figlio costituisce un vantaggio per superare questa delicata fase.

Con semplicità e trasparenza cercherò di spiegarti il giusto approccio per trasformare i problemi dell’adolescenza in opportunità di crescita, di cambiamento e di rafforzamento del rapporto genitori-figli. Imparerai ad affrontare le diverse situazioni e problematiche adolescenziali non solo per avere un clima famigliare calmo e sereno, ma per essere di aiuto per i tuoi figli, per trasformare potenziali problemi in opportunità di crescita.

1. Niente paura! È tutto normale e, soprattutto, tutto passa

Tanto temuta dai genitori, l’adolescenza spesso provoca incomprensioni e problemi a tutti i membri della famiglia. Fare del proprio meglio può non bastare a superare i disagi adolescenziali; la soluzione è essere pronti e preparati su cosa fare, come e quando agire.
Gli ultimi studi delle neuroscienze hanno dimostrato che alla base dei comportamenti apparentemente inspiegabili dei propri figli durante l’adolescenza, ci sono cambiamenti fisici e fisiologici del cervello umano, in particolare della corteccia prefrontale, e dei livelli ormonali.

L’adolescenza, e tutto ciò che essa comporta, non è un semplice passaggio dall’essere bambini al diventare adulti, ma una tappa dello sviluppo fisico e caratteriale del proprio figlio. Una fase transitoria che va affrontata con consapevolezza, fermezza, comprensione e capacità di comunicazione efficace. Tutti accorgimenti che possono essere adottati grazie all’incontro e alle linee guida suggerite da un professionista della psicologia adolescenziale.

2. Perché chiedere una consulenza per i propri figli?

immagine di due persone a colloquio. Nel contesto l’incontro informativo con uno psicologo esperto Chiedere aiuto significa semplicemente voler risolvere un problema e l’incontro con uno psicologo è un concreto aiuto alla comprensione di ciò che sta accadendo ai propri figli, oltre che un’opportunità per sapere sempre cosa fare in certe situazioni.

Andare da uno psicologo consente subito di fare il punto della situazione. L’incontro mira a fornire un quadro generale del contesto in cui l’adolescente è il protagonista, il disagio è l’antagonista e l’ambiente familiare è lo scenario. Stabilire una relazione di fiducia ed empatia con una figura esterna alla famiglia è il vero valore aggiunto nell’affrontare il percorso adolescenziale.

I casi in cui senza dubbio c’è bisogno di un aiuto psicologico ed in cui lo psicologo veramente aiuta sono: noia, apatia negli adolescenti; mancanza di autostima e difficoltà relazionali; mancanza di obiettivi, incapacità di fare scelte; ansia adolescenziale; scarso rendimento scolastico.

3. Rivolgersi a uno psicologo..

Una spalla che non giudica, un supporto che ti aiuta ad aiutarti, una guida esperta che ti indica la rotta. Lo psicologo è tutto (e solo) questo.

Se tuo figlio vive male la sua adolescenza (e di conseguenza vivi male anche tu) che senso può avere cercare aiuto solo quando uno non ce la fa più? Che senso può avere convivere sopportando situazioni di disagio e ansia quando un sostegno psicologico sarebbe efficace? A volte bastano 2-3 incontri per risolvere per sempre i problemi!

Ecco dunque chi si rivolge a uno psicologo: persone comuni che, di fronte al problema, hanno capito che è un grosso errore rimandare nel tempo sperando che il problema svanisca e, per non rischiare di peggiorare la situazione, intervengono senza perdere tempo in soccorso del proprio figlio e della propria famiglia.

4. ..ma con specifica esperienza!

Attenzione però alla scelta del professionista. I problemi adolescenziali e la genitorialità sono tematiche delicate e devono essere affrontate con tatto ed empatia. Rivolgersi a uno psicologo esperto di questi temi, con competenze e conoscenze specifiche e approfondite, è di fondamentale importanza per ricevere un supporto adeguato. La sua esperienza e la sua professionalità permetteranno di costruire un percorso unico, fatto su misura per il proprio specifico caso.

5. Attenzione al “fai da te” e ai consigli di amici e parenti

immagine di tante frecce di indicazione contorte. Nel contesto i suggerimenti improvvisati e generici non portano da nessuna parte. Smettere di comprendere all’improvviso i propri figli, non capendo il motivo di determinati comportamenti e disagi, può essere causa di frustrazione e senso d’inadeguatezza. Ecco che parte, così, la corsa alla scoperta delle motivazioni alla base della rottura del rapporto adolescente e genitore. Ricerche su internet, consultazioni di forum, scambio di opinioni e consigli con amici, parenti e conoscenti, seppur in buona fede, rischiano di causare danni ben più gravi. Non esiste, infatti, una ricetta universale per risolvere le crisi adolescenziali.

Ogni ragazza e ogni ragazzo sono un caso a sé, diverso dagli altri e con un percorso unico da seguire.
Nonostante i genitori conoscano i propri figli e desiderino per loro il meglio, la ricerca senza meta di informazioni rischia di provocare inutili illusioni e tormenti. Talvolta, addirittura, non si tratta di un reale problema, ma semplicemente di una fase transitoria “normale”. Informarsi e contestualmente affidarsi a un professionista non significa mettersi da parte, ma capire in modo approfondito come aiutare i propri figli ad affrontare i problemi adolescenziali con gli strumenti che ogni genitore già possiede.

6. L’importanza del fattore tempo

immagine di un orologio. Nel contesto non perdere tempo. La cattiva condotta scolastica, gli scarsi risultati, la mancata autostima, l’ansia, le cattive compagnie, la dipendenza da fumo, alcol e droga, da un lato potrebbero rappresentare un “normale” e fisiologico disagio adolescenziale passeggero, dall’altro potrebbero compromettere il carattere del giovane, il suo sviluppo e il suo futuro.

Decidere di parlarne è una decisione che va presa nei giusti tempi, e ciascuno di noi ha bisogno dei propri: qualche giorno, qualche settima, qualche mese.. Ma forse è bene valutare il fatto che l’attesa, nel caso di problemi adolescenziali, rischia di trasformarsi in reali patologie. L’istinto dei genitori gioca in questi casi un ruolo strategico: dubbi e sentori non devono mai essere sottovalutati. Il fattore tempo, soprattutto nei casi di crisi adolescenziali, è decisivo nella trasformazione dei problemi in opportunità o in patologie.

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Nessuna difficoltà è per sempre. La cosa che più mi emoziona è accogliere un'anima ed accompagnarla per un tratto del percorso per poi vederla riprendere da sola il cammino della vita.

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